L’Oblìo comincia sulle rive del Mekong, tra le polveri dorate dei templi e il vento secco della primavera. È una meditazione olfattiva, un invito a lasciare andare, ad abbandonare la memoria per ritrovare pace. L’apertura è sottile, luminosa come l’alba: elicriso e iris scorrono come luce liquida su un fiume interiore. Poi, la corrente si fa lenta, il tempo sfuma in sospensione: incenso e tabacco avvolgono l’anima in un abbraccio silenzioso, vegetale, quasi dimenticato. Nel fondo, ogni cosa trova il suo posto: herba mate e sandalo emergono come memorie lontane, delicate e profonde, portando con sé il sollievo di un giorno che finisce senza malinconia. L’Oblìo è il profumo del distacco consapevole, un respiro lento che tutto libera.